Affrontare a Berna i problemi del Ticino

Quando si parla di elezioni federali l’opinione pubblica è abbastanza tiepida: Berna sembra sempre qualcosa di distante e che non ci riguarda più di tanto. In realtà è proprio vero l’esatto contrario infatti, quando parliamo dei problemi del Ticino, una grossa fetta di essi deve proprio essere affrontata sotto la cupola di Palazzo federale. Se guardiamo ad esempio alla politica dei trasporti dobbiamo, come ticinesi, pretendere che i camion si spostino dalla strada alla ferrovia. Per ottenere questo risultato necessitiamo di infrastrutture all’altezza e cioè, un’AlpTransit che venga completata finalmente a sud di Lugano e aggiri Biasca e Bellinzona. Anche in ambito di formazione professionale, di apprendistato e di come sintonizzare il mondo della scuola con quello del lavoro, rileviamo come gran parte delle decisioni vengono  prese a Berna. Se pensiamo invece al tema che spesso è al centro del dibattito politico, l’occupazione, anche lì vediamo che le misure più incisive possono essere approntate a livello federale: misure di accompagnamento, sanzioni per chi fa il furbo, ma anche misure legate alla formazione continua (che sempre più sarà determinante per restare al passo con i cambiamenti). Insomma, i temi sono tanti e se veramente lo si vuole si può fare molto. In questi 5 anni nel Parlamento cantonale ho potuto acquisire una buona conoscenza dei problemi del Ticino e, ora, sono pronto a mettere a disposizione questa esperienza in Consiglio Nazionale anche perché è soprattutto lì che dobbiamo batterci se vogliamo migliorare la condizione del nostro Cantone.

LaRegione, 12 settembre 2019