È una legge al passo con i tempi

Correva l’anno 1968, l’uomo non era ancora andato sulla luna, eravamo in piena guerra fredda e cominciavano a diffondersi le musicassette. In Ticino si varava la legge sull’apertura dei negozi. Oggi siamo nel 2016, le sonde spaziali hanno varcato i confini del sistema solare, l’Unione sovietica è caduta da un pezzo e le nuove generazioni scaricano la loro musica da Itunes ignorando che le musicassette siano mai esistite. In Ticino, invece, abbiamo ancora la stessa legge sull’apertura dei negozi.

È evidente che nel frattempo la società è cambiata, così come le esigenze delle persone. Dopo un tira e molla durato anni, a suon di deroghe ed eccezioni, si è finalmente deciso di rivedere, in maniera organica, le norme che regolamentano questo settore mettendo un po’ d’ordine e facendo chiarezza. Diciamolo subito, non siamo di fronte ad uno stravolgimento rispetto alla situazione attuale: la grande “liberalizzazione” contenuta nella proposta in votazione è quella di poter tenere aperti i negozi in settimana fino alle 19.00, vale a dire mezz’ora in più di quanto succede ora. Nessuna rivoluzione copernicana quindi. Un prolungo che però, considerati i mutamenti che sono avvenuti in particolare a livello famigliare e professionale, è importante perchè permetterebbe alle persone che lavorano di disporre di un minimo di tranquillità al termine della giornata per fare i loro acquisti. Giustamente viene sollevata la questione legata al personale impiegato nella vendita. Proprio a tutela dei lavoratori vi è l'intesa trovata in parlamento di legare l'adozione della nuova legge all'introduzione di un contratto collettivo per il settore della vendita. Un tassello volto proprio a garantire come l'adozione di un minimo di flessibilità in più non vada a scapito dei lavoratori. Fondamentalmente ci si potrebbe fermare qui perchè il quadro è decisamente chiaro, tuttavia può essere sicuramente utile dare uno sguardo al resto della Svizzera. Una buona fetta di Cantoni ha rinunciato ad avere una legge sull'apertura dei negozi, questo per la semplice ragione che per la protezione dei lavoratori vi sono già delle precise disposizioni federali contenute nella legge sul lavoro. Facendo poi un raffronto con i Cantoni che invece hanno ritenuto necessario introdurre una normativa specifica, a fronte delle modifiche proposte, ci inseriamo proprio al centro, siamo in media con il resto del paese.

Insomma guardata sotto ogni punto di vista la modifica della legge sugli orari d'apertura dei negozi è un passo ragionevole nella giusta direzione. Volersi opporre anche a questo significa fossilizzarsi su una posizione per partito preso, senza però valutare veramente di cosa stiamo discutendo. Per arrivare a questo risultato ci sono volute una settantina di riunioni commissionali e due passaggi in parlamento: l'auspicio è che finalmente, grazie a un chiaro voto popolare, se ne arrivi a una, perchè le battaglie da fare per il Ticino sono decisamente altre.

 

Giornale del Popolo, 5 febbraio 2016