Le mie idee a livello federale

I prossimi anni decideranno in modo importante il nostro futuro e quello della nostra Svizzera. Dopo 5 anni di attività a livello cantonale sono pronto a mettere a disposizione l’esperienza maturata per portare i problemi del Ticino a Berna. Le mie priorità sono occupazione, formazione e infrastrutture.

 La priorità del nostro Cantone deve essere il lavoro: con oltre 20'000 persone che cercano un'occupazione bisogna agire senza tentennamenti. Non si può negare che 63'000' frontalieri, con una tendenza preoccupante (il 40% in più in soli 3 anni), sono troppi. Ma lamentarsi non serve, bisogna intervenire ad esempio utilizzando strumenti quali formazione, fiscalità e sanzioni.

  1. Laddove possiamo pianificare quanto personale avremo bisogno (sanitario, docenti,...) evitiamo di arrivare al dunque dovendo dire "non siamo riusciti a formarne abbastanza dei nostri". Facciamo tutto il possibile per eliminare ostacoli e strozzature e invogliamo i ragazzi e le famiglie a scegliere questi percorsi professionali.

  2. Dal profilo fiscale vi sono condizioni che permettono di accettare stipendi scandalosi in Svizzera. Una di queste è l'accordo sui frontalieri del 1974 che permette di pagare fino a un decimo delle imposte dovute in Italia. Questo privilegio va eliminato, disdiciamo l'accordo per un mercato del lavoro con pari condizioni.

  3. Sanzioni e i controlli. Chi abusa delle libertà garantite dal nostro sistema economico, chi non rispetta i contratti collettivi, chi fa il furbo, deve essere sanzionato. Non si può punire più pesantemente un'automobilista che viaggia 50 km/h oltre il limite sull'autostrada, di un imprenditore senza scrupoli che sfrutta la manodopera sottopagandola.

Lo sviluppo di lungo termine deve essere la nostra visione perchè non possiamo continuare a vivere in una condizione di perenne reazione agli avvenimenti. La politica deve sapere guardare alle future generazioni realizzando delle riforme e progettando delle opere che magari non daranno frutti immediati ma nel medio termine costituiranno la vera risposta ai problemi che viviamo oggi.

  • Miglioriamo il sistema della formazione professionale e puntiamo sulla formazione continua per permettere ad ognuno di costruirsi un futuro. Solo passando per la formazione sarà possibile affrontare la sfida della digitalizzazione questo sia nel settore obbligatorio, dove è necessario un passo avanti della scuola media, che nella formazione professionale e continua, che deve permettere a chi oggi è nel mondo del lavoro di restare aggiornato. Permettiamo ad ognuno di potersi costruire un futuro.
  • La progettazione e la realizzazione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo del Paese, cominciando dal completamento di AlpTransit (con l'aggiramento di Biasca e Bellinzona, e la tratta a sud di Lugano). Come ticinesi non possiamo accettare che da Berna si dica che fino al 2035 questo non è nemmeno un tema, noi dobbiamo chiedere che questa infrastruttura venga completata e che si cominci a trasferire il traffico, in particolare quello pesante, dalla strada alla ferrovia.
  • Il Raggiungimento degli obiettivi ambientali, In queste settimane il Consiglio federale ha deciso che entro il 2050 la Svizzera dovrà essere neutrale dal profilo delle emissioni di gas a effetto serra: una decisione importante che pone un obiettivo ambizioso. Sono convinto che questo sia il modo giusto di agire se vogliamo dare una svolta al nostro Paese: dobbiamo sapere quale è il traguardo che vogliamo raggiungere ed avere il tempo necessario per fare il modo che il passaggio sia sostenibile dal profilo economico e realizzabile dal profilo tecnico. In effetti solo se si conosce la “destinazione” finale è possibile orientare le scelte puntuali, evitando che le decisioni siano principalmente prese sulla base delle contingenze.