La Legalità e la Svizzera

In questo ultimo periodo di legislatura sempre più spesso il Parlamento ha preso decisioni che travalicano i limiti della legalità. Le Leggi e la Costituzione federale in diverse occasioni sono state considerate poco più che delle parole che si possono rispettare ed invocare a proprio piacimento, quasi che il rispetto del diritto superiore sia una scelta. Ma come, proprio il legislatore, e cioè colui che fa le leggi, non rispetta il diritto? Ebbene sì, purtroppo, perché in virtù di buone intenzioni (o magari solo per accattivarsi qualche simpatia visto le imminenti elezioni) sembra che tutto sia permesso. Ma se il Parlamento non rispetta le norme, e in qualche modo fa il “furbo”, perché dovremmo aspettarci che Comuni, imprese o cittadini invece vi si attengano fino in fondo? In effetti si suol dire che si governa con l’esempio e mi spiace dirlo ma ultimamente si è decisamente andati oltre in più di una occasione. L’ultima proprio questa settimana quando si è voluto inserire un controllo sui permessi di lavoro che probabilmente servirà a poco, costerà tanto e farà fare al Ticino la solita figura barbina per la quale ci facciamo notare nel resto della Svizzera. Ma va beh per alcuni la legalità sembra qualcosa che non ha valore, salvo naturalmente quando tutela interessi che sono loro vicini: allora state certi che sbraiteranno come forsennati per invocare il rispetto di limiti, leggi e regole. Alla faccia della coerenza ma soprattutto del rispetto di quei principi che hanno reso il nostro paese quella Nazione che chiamiamo Svizzera.

 

Opinione Liberale, 24.01.2018