Prima i nostri: basta parole passiamo ai fatti!

Il 25 settembre scorso il 58% della popolazione ticinese ha approvato un principio molto semplice: nel mondo del lavoro va ristabilita la priorità di assunzione dei residenti. Preso atto del chiarissimo mandato ricevuto con il voto popolare, si è quindi deciso di proporre il modo più semplice, rapido ed efficace per concretizzare il tutto. Tenuto conto che la proposta di legge di applicazione dovrà essere approvata dal parlamento, e del fatto durante la campagna gli iniziativisti hanno assicurato che “il principio poteva essere applicato immediatamente sul piano cantonale” e che “una bozza di applicazione dell’iniziativa era già pronta necessitando solo degli ultimi affinamenti”, si è deciso di proporre la costituzione di una commissione parlamentare che prendesse in mano da subito i lavori sotto la conduzione del Capogruppo UDC Gabriele Pinoja. Una commissione che naturalmente avrebbe potuto avvalersi di tutto il supporto necessario, (Governo, amministrazione, esperti esterni,… ) e che poteva convocare, coinvolgere e consultare chi riteneva opportuno (Sindacati, Associazioni economiche, …). Martedì scorso la commissione è finalmente stata costituita e ora può iniziare a lavorare. Questo sicuramente è il primo passo positivo in quanto assegnare la responsabilità di condurre le operazioni a qualcun altro, ad esempio al Governo che si era schierato unanimemente contro l’iniziativa, sarebbe stato probabilmente poco saggio in quanto i tempi si sarebbero potuti allungare oltre il necessario (vedi quanto sta succedendo a Berna con l’applicazione del 9 febbraio). Da parte nostra quindi vi è solo un rammarico, e cioè di aver perso qualche settimana in una discussione quasi surreale dove gli iniziativisti sembravano voler rinunciare a poter “tenere in mano il boccino” delegando il tutto a un non meglio precisato “tavolo tecnico”, di quelli che normalmente impiegano dei mesi solo per organizzare le agende degli innumerevoli partecipanti. Per fortuna ora anche loro hanno condiviso che una commissione snella, composta da 6 persone, con una chiara maggioranza di deputati che si sono schierati apertamente per l’iniziativa è la soluzione migliore a garanzia di una rapida e corretta applicazione del voto popolare. La sfida ora sarà quella di introdurre la preferenza indigena nel settore privato (ciò che già oggi vale in larga misura nel settore pubblico e parapubblico), ma siamo fiduciosi che nel termine di 6 mesi si sapranno dare delle risposte alle legittime aspettative della popolazione ticinese. Adesso però non va più perso tempo e si deve cominciare a lavorare senza indugi. Perché “prima i nostri” non rimanga solo una promessa ma diventi un contributo tangibile ai problemi del lavoro in Ticino.

 

Fiorenzo Dadò, Capogruppo PPD in Gran Consiglio

Alex Farinelli, Capogruppo PLR in Gran Consiglio

 

Corriere del Ticino, 14 novembre 2016